Carcere di Sollicciano: sosteniamo il progetto Theo, per far crescere i piccoli delle detenute in un ambiente idoneo
Ieri ho visitato per la prima volta Sollicciano. La nostra volontà è quella di ampliare i servizi attualmente esistenti per i detenuti. I servizi in questione sono quelli riguardanti le attività di formazione e insediamento nel mondo del lavoro, come la formazione informatica, i lavori di falegnameria e di riparatore di biciclette, oltre alle attività sportive e culturali.
Di particolare importanza è l’avvio del progetto Theo, che ha l’obiettivo di eliminare i bambini dal carcere. Attualmente a Sollicciano si trovano 3 bambini (in media il numero dei presenti va da 3 a
sotto i tre anni”.
Per quanto i bambini si trovino in una sezione apposita e siano seguiti da volontari e trattati con particolare riguardo dalle agenti, il carcere non è un luogo idoneo alla loro crescita.
Il progetto Theo, che fa parte della “Rete Regionale dell’alloggio sociale” finanziato dal Cesvot, è promosso dal Comune, e consiste nella creazione di un centro d’accoglienza esterno al carcere, idoneo alla crescita dei piccoli, e che consenta alle madri di scontare la pena.
Poi ho visitato il cantiere del “Giardino degli incontri”, luogo dove i detenuti riceveranno le visite, l’ultimo progetto dell’ architetto Giovanni Michelucci, ormai prossimo alla conclusione. Il vero problema di Sollicciano rimane quello del sovraffollamento, dal momento che Sollicciano è un luogo nato per ospitare 500 persone, ma oggi detiene più di 950 persone.
