Software libero nella pubblica amministrazione: “negli ultimi anni il software open source è utilizzato dal 50% delle piattaforme dei sistemi dei server aziendali”
Il Comune di Firenze è all’avanguardia per quanto riguarda l’utilizzo del software open source, di cui ne fanno uso il 50% delle piattaforme dei sistemi dei server aziendali, e lo prevederanno tutti i progetti innovativi di e-government. I programmi open source sono molto apprezzati per il codice di programmazione pubblico, e quindi ogni utente che lo utilizza lo potrà modificare a seconda delle proprie esigenze. Inoltre, con una direttiva del Ministero per l’Innovazione e Tecnologia e con una legge regionale, si invitano le pubbliche amministrazioni a tenere conto dell’offerta sul mercato dei programmi a codice libero. Il Comune di Firenze è in linea con quanto prevede la norma, anzi, sono state condotte sperimentazioni dell’impiego di prodotti office automation presso alcuni uffici.
“Sono assolutamente convinta che l’utilizzo del software open source nella pubblica amministrazione sia una cosa giusta, anche per la straordinaria esperienza del progetto “Gnu”: persone che non si conoscono e che condividono liberamente i loro studi e le loro competenze.
E’ inoltre è importante diffondere il messaggio che esistono sistemi operativi diversi da Windows, ed una volta acquisita questa consapevolezza, ognuno possa utilizzare il sistema che meglio si adatta alle proprie esigenze.
Come ulteriore sviluppo il Comune ha intenzione di collocare presso le biblioteche comunali e i punti giovani delle postazioni totalmente basate su software open source.
Però non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando dell’utilizzo di uno strumento informatico, che non è esclusivamente una questione filosofica e/o economica, ma l’aspetto fondamentale rimane la funzionalità rispetto alle esigenze che abbiamo. Quindi, il vero discrimine è la bontà dei programmi che vogliamo utilizzare, per cui non è neanche giusto stigmatizzare i sistemi proprietari in generale.
