Convegno internazionale della povertà
Oggi ho aperto i lavori del convegno “Dai poveri illegali all’illegalità della povertà“. portando anche i saluti anche a nome del sindaco Domenici, ho sottolineato la volontà dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) di chiedere alle Nazioni Unite di riconoscere agli enti locali maggior potere e risorse per combattere la povertà.
Nel mio intervento ho sottolineato che oggi le città sono diventate anche lo spazio dove si scaricano le tensioni legate alla povertà, alla disoccupazione, alle discriminazioni, alle differenze culturali. Oggi anche a Firenze, che a ragione, è considerata una delle città nelle quali si vive meglio in Italia esistono dei problemi. Anche a Firenze le situazioni in difficoltà sono in aumento: quelle dei ceti medi che hanno un reddito insufficiente. A rivolgersi ai servizi sociali non sono più esclusivamente i senza tetto, gli immigrati che cercano, ma anche le famiglie monoreddito, che non hanno un patrimonio e non hanno altre entrate, i precari che vedono spesso interrotte le loro carriere. Tutti questi problemi poi sono aggravati quando manca una casa di proprietà o una famiglia che può offrire il sostegno.
L’aspetto più preoccupante è che questa tendenza non sembra destinata a fermarsi e in questo contesto è ovvio che le città da sole non possono promuovere azioni efficaci. Quello che serve, ha indicato il Censis, è una maggiore equità fiscale, strumenti di sostegno alle giovani famiglie, un abbassamento del costo del lavoro sui giovani lavoratori. Ovviamente, i Comuni, che rimangono il primo punto di contatto con i cittadini, devono continuare a fare la loro parte. Firenze, per quello che potrà, continuerà a sostenere le misure che affrontano l’emergenza e darà il via ad un progetto di edilizia sociale, per affrontare al meglio il problema della casa che oggi, insieme al lavoro, è il problema centrale.
