l’integrazione non si realizza con i cpt
A Firenze, oltre il 9% della popolazione residente è straniera (34.000 su 367.000). Si tratta di persone integrate nel nostro territorio, che hanno una vita sociale, lavorano, pagano le tasse, hanno figli che vanno a scuola. Questa realtà significa che il percorso dell’integrazione, in mezzo a tante difficoltà e anche a situazioni difficili, sta procedendo. Trovo sbagliato quindi creare allarmismi e associare l’insicurezza al fenomeno dell’immigrazione” Come non è corretto pensare di risolvere le situazioni di difficoltà con i centri di permanenza temporanea che non aiutano né l’integrazione dei cittadini immigrati né la lotta alla criminalità. L’esperienza di Lampedusa solleva più di un dubbio sulla loro reale funzione. Chi li invoca lo fa perché ha una visione dell’immigrazione sbagliata, credendo che sia una questione di ordine pubblico e quindi intende affrontarla con misure di ordine pubblico. L’immigrazione va invece governata con gli strumenti che favoriscono l’integrazione che, vorrei ricordare, rappresenta per noi una strada obbligata. I cittadini stranieri infatti per il nostro territorio costituiscono una ricchezza insostituibile. Infatti, a causa del basso ricambio della popolazione, la nostra nazione, non solo Firenze, rischia di trasformarsi in un territorio vuoto.
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