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Il raggiungimento dell’autonomia per ogni cittadino deve essere l’obiettivo della politica sociale

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Stamani nel salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio si è svolto l’incontro organizzato dalla Diaconia Valdese “Spazi per una responsabilità collettiva. Impegno pubblico e privato per la riforma dello stato sociale”. Io ho partecipato per rappresentare il Comune di Firenze. il Ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero era l’ospite principale ed ha lui sono state poste domande e riflessioni e obiettivi futuro da parte del governo.
Da parte mia è stata l’occasione per ribadire ad una platea molto attenta i miei convincimenti in tema di solidarietà: Innanzitutto l’importanza della persona in difficoltà che deve essere un “soggetto” di solidarietà sociale e non oggetto. Chi usufruisce di un aiuto deve sempre iniziare un percorso che deve avere come obiettivo il recupero dell’autonomia. Per questo sono convinta che il regolamento delle prestazioni sociali debba essere rivisto. Per arrivare ad offrire prestazioni anche più forti, ma più agganciate al bisogno della persona. Quindi, meno regole burocratiche e più progetti individuali, che tengano conto delle diverse problematiche che ogni persona in difficoltà presenta.
In questo senso condivido quanto ha detto il ministro Ferrero secondo cui la quale la spesa sociale è spesa di sviluppo. Per questo non bisogna aver paura ad investire nel sociale. Fino ad oggi Firenze, come quasi tutte le grandi città, svolge un ruolo importante e fondamentale rispetto alla prima accoglienza, e siamo arrivati a un livello in cui siamo bravi nelle prestazioni della bassa soglia, ma il problema poi si pone nella fuoriuscita dal sistema assistenzialistico verso un processo di autonomia. E’ quindi importante potenziare nuove strutture e modalità di accoglienza di secondo livello che impattino anche sull’area vasta, in cui vengano accompagnati i bisognosi verso un’autonomia, e noi in questo ambito stiamo presentando un progetto di housing sociale.
Quindi ho colto l’occasione per ribadire che è arrivato il momento di andare avanti con nuovi progetti è possibile ipotizzare, per quanto riguarda le categorie svantaggiate, misure come cantiere lavoro, un avviamento al lavoro protetti, che permettano a categorie, che difficilmente riuscirebbero a inserirsi nel mondo del lavoro, in totale autonomia. Noi ora stiamo iniziando a far ripartire un progetto che riguarda gli inserimenti lavorativi, ma che per ora possono svolgerlo solo determinate persone, come gli ex tossicodipendenti e il disagio psichico. Vorremmo poter usare questo progetto come riavviamento di approccio con altre categorie, per rendere più facile un aggancio a una vita lavorativa, e a tenere fede ad un impegno preso con la comunità stessa.

[tags]stato sociale, assistenza, autonomia [/tags]

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