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Rete pubblica

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Dico la verità, le questioni di ingegneria finanziaria sul controllo di Telecom mi appassionano pochissimo, so però quello che vorrei da Telecom , come proprietaria dell’infrastruttura delle telecomunicazioni: una città dove la banda larga arriva in ogni casa.
Firenze infatti pur essendo una città metropolitana dove quotidianamente gravitano 700.000 abitanti, dove si trova il capoluogo regionale, quello provinciale, una sede universitaria, una camera di commercio, due ASL, Questura e Prefettura non è ancora totalmente coperta dalla banda larga.
E questo, è inutile sottolinearlo , è un problema importante per una città, perché ormai la banda larga è una condizione essenziale per lo sviluppo del territorio.
La mia non vuole essere solo una denuncia, da anni infatti ci stiamo adoprando nei limiti della nostre possibilità per andare in questa direzione:
Sotto il profilo regolamentare: dotandoci di un regolamento del sottosuolo
Sotto il profiloo tecnologico: con la creazione di una rete a banda larga di proprietà del Comune: Fi-Net
C’è poi anche un aspetto culturale: istituendo punti d’accesso assistito a Internet a favore della cittadinanza che rischia di rimanere esclusa dall’utilizzo delle nuove tecnologie, ma questo lo riaffronterò in un’altra occasione.
Dunque, ci siamo dotati di un regolamento del sottosuolo, perché questo rimane l’autostrada ideale per cavi, tubature e simili, siccome però è altrettanto evidente però che un ogni intervento sul sottosuolo ha un costo e crea disagi, ’ amministrazione ha ritenuto opportuno dotarsi di un regolamento che disciplini criteri e modalità per l’utilizzo del sottosuolo.
In pratica con questo regolamento non solo si è tolto spazio agli interventi improvvisati, ma si sono create le condizioni per sviluppi in breve termine. La messa in opera di fibre e cavidotti , consente infatti di ridurre i tempi di risposta in caso di nuove esigenze.
La rete metropolitana in banda larga del Comune di Firenze ( Fi-Net ) nasce come supporto per i servizi di monitoraggio del traffico e la telesorveglianza . Quando però si è cominciato ad assistere ad una crescita di offerta dei servizi e una diminuzione dei costi, si è pensato ad un utilizzo ulteriore. E infatti , Fi-Net si è dimostrata uno strumento di sostegno fondamentale nel processo di trasformazione dell’Ente e ha permesso lo sviluppo di interazioni online con cittadini, e imprese, l’integrazione del patrimonio informativo, la creazione di sistemi di monitoraggio e controllo del territorio.
Grazie al regolamento del sottosuolo oggi Firenze possiede una rete in fibra ottica con molta disponibilità di banda che raggiunge una grossa parte della città.
Grazie alla banda disponibile abbiamo fatto un accordo con la Provincia, noi gli mettiamo a disposizione della banda (2 coppie di fibra) per 10 anni, loro per questo verseranno al Comune 210.000 euro oltre a 15.000 euro l’anno. Risorse che utilizzeremo per lo sviluppo dell’infrastruttura, in questo caso wireless , che utilizzeremo per far raggiungere la banda larga in parte della città. Poi grazie ad un operatore, i cittadini che lo vorranno, ma che fino ad oggi sono stati penalizzati, potranno avere dei servizi a banda larga all’altezza. Io sono convinta che sia la strada giusta. Una rete controllata dal pubblico, con una gestione da parte di un operatore, così come prevede la legge.

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