Dopo un anno di sperimentazione, la Fenice è a tutti gli effetti un centro polivalente.
Un percorso innovativo rivolto alle persone che vivono in una situazione di difficoltà e disagio sociale ed economico. E’ il progetto che dopo un anno di sperimentazione diventa stabile nei locali del centro polivalente “La Fenice”, all’interno dell’albergo popolare Fioretta Mazzei. Questo nuovo percorso, voluto dall’assessorato all’accoglienza e integrazione è nato grazie al “Tavolo di inclusione sociale”. Le tante associazioni di volontariato, riunite per dare vita ad un nuovo modo e costruttivo, di dare una mano reale a coloro che hanno bisogno di aiuto. Il centro La Fenice è lo spazio dove il Tavolo ha modo di trovarsi, di organizzare le proprie attività ed iniziative e confrontarsi con l’amministrazione comunale. Il progetto è centrato sul superamento di un approccio assistenziale e sulla valorizzazione delle risorse personali degli individui per favorirne l’emancipazione e lo sviluppo. Le associazioni che partecipano alla realizzazione del progetto sono: Acisjf, Anelli Mancanti, Angeli Della Città, Artimani, Associazione Insieme – Porte Aperte, Ciao, Fondazione Devoto, Nosotras, Ronda Della Carità, San Paolino – Caritas, Sant’agostino – Casa Santa Lucia e Stenone. Tra i vari interventi al Centro La Fenice ricordiamo il lavoro dei laboratori, che può essere trasformato in un vero e proprio mestiere. Il collegamento con il mondo del lavoro è un elemento fondamentale del percorso di inclusione sociale, ed il centro può rappresentare un mezzo per prepararlo nel modo adeguato. All’interno della struttura sono stati organizzati i seguenti laboratori: bijoux, bottoni, ecc., decoupage, (paralumi, piatti, cartonaggio), uso dei telai in legno, lana, (cappelli), piccoli lavori in legno. Inoltre è in funzione un laboratorio della pelle, sartoria, Le altre iniziative sono i corsi, sempre a cura delle associazioni, di informatica, italiano e inglese, organizzazione di cine-forum, feste, cene, gruppo musicale, e visite organizzate. L’obiettivo finale del progetto è quello di creare le condizioni per l’uscita, affinché l’esperienza del centro sia una delle possibili, perché il centro sia un luogo da lasciare e nel quale semmai tornare. Nel centro dovranno essere date l’opportunità di pensare al proprio futuro, di pensare la sua costruzione, a tutti i livelli di inclusione sociale, da quelli minimi e di bassa soglia, ai progetti di piena inclusione sociale ed autonomia. Il centro ha dimostrato che con un approccio plurale la riattivazione dei percorsi personali risulta più facile.
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