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Povertà: solo risposte articolate riescono ad incidere su un problema complesso.

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Ieri l’Amministrazione comunale di Firenze con l’asp Fuligno ed il tavolo per l’inclusione sociale hanno presentato i dati dell’accoglienza invernale del periodo 2007/2008.

Il dato più significativo è quello che riguarda i posti messi a disposizione e le persone accolte. Quest’anno, in seguito all’apertura della struttura di Via Fosso Macianante, i posti a disposizione sono aumentati del 36%, lo scorso anno erano 100 (80 per uomo e 20 per donne), quest’anno erano 136 (113 per uomo e 23 per donne), suddivisi in 4 diverse strutture. Tre per uomo: Ostello del Carmine (80 posti), Albergo Popolare (8), Fosso Macinante (25). Una per donne: Fuligno (23).
Complessivamente sono state accolte 341 persone (241 uomini e 77 donne), 3 anni fa i posti disponibili erano 88 e le persone accolte furono 141. In 3 anni dunque il numero delle persone ospitate è aumentato del 125%.
Numeri molto alto che riguardano appunto entrambi i sessi, cittadini italiani (67) e stranieri (218 per 26 nazioni diverse), residenti e non residenti (il 75% degli accolti) e di tutte le età. Un quarto delle persone accolte ha meno di 40 anni.
Il progetto accoglienza invernale è bene ribadirlo, è un progetto stagionale che si affianca, alle accoglienze che l’Amministrazione offre per 365 giorni l’anno.
Un altro aspetto che voglio ribadire riguarda il nome, da qualche anno infatti il progetto non si chiama più “emergenza freddo”, ma “accoglienza invernale”, non si tratta di un modifica formale, ma di una modifica di impostazione sostanziale. Non solo infatti ha poco senso perlare di emergenza freddo in inverno, il freddo nei mesi appena trascorsi è un evento naturale e quindi va affrontato non con strumenti emergenziali, ma pianificando l’intervento. Una nevicata a giugno, sarebbe un evento da affrontare in emergenza.
C’è però anche altro, l’accoglienza invernale infatti non vuole essere solo un progetto che offre un riparo notturno alle persone che non sanno dove passare la notte. Il nostro obiettivo, quello che ci siamo dati con le associazioni di volontariato, infatti è quello di aiutare le persone a recuperare la propria autonomia.

Per questo motivo uno dei dati più importanti a cui guardo con maggiore soddisfazione è quello delle persone uscite dal progetto perchè hanno trovato un lavoro o un alloggio.
Si tratta di un impegno che richiede tempo e dedizione, ma se si vuole affrontare in modo proficuo il tema della povertà, non esiste un’altra strada.
Per questo motivo ieri pomeriggio ho incontrato le associazioni di volontariato del tavolo di inclusione sociale, per esaminare i dati, per capire cosa ha funzionato e cosa ha funzionato meno e quindi trarre delle indicazioni per il prossimo anno. A questo fine ho già incontrato i vertici del 118, per capire come può intervenire nei casi più difficili, quando siamo di fronte a casi dove il confine fra sociale e sanitario è molto labile.

I risultati e l’esperienza di questo anno dunque, ci dicono che esiste il bisogno e che putroppo è in aumento, però ci dicono anche che le istituzioni, con l’apporto del volontariato, possono raggiungere dei risultati importanti che non si limitano alla fase suppur importante dell’assistenza notturna, ma che possono giungere a far recuperare l’autonomia alle persone.

[tags]accoglienza invernale, inclusione sociale, volontariato, emergenza freddo, senza fissa dimora[/tags]

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