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Indentità: Uno, nessuno, centomila

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Ritengo inaccettabile l’idea che in Italia ci sia un registro etnico, come sarebbe quello, voluto dal Ministro dell’Interno Maroni.

Se si ritiene prioritario per la sicurezza del nostro Paese che ci sia un registro delle identità corredato del dato dell’impronta digitale. Questo si può fare senza scandalo. Basta dire che:

  • è obbligatorio il certificato di identità per tutti i cittadini, e che questo deve avere anche la rilevazione dell’impronta digitale

Tecnicamente, non so a che età è affidabile l’impronta digitale, mi spiego meglio, non so se ai bimbi appena nati ha senso prenderla o se è meglio aspettare l’anno di vita.

Inaccettabile è che si voglia fare solo per alcune persone solo perchè hanno una determinata orgine etnica.

Faccio presente che attualmente per il rilascio del permesso di soggiorno avviene già la fotosegnalazione e la rilevazione dell’impronta digitale, lo stesso avviene (anche se con un software diverso) per il rilascio della carta d’identità elettronica. Basta rendere efficienti questi due procedimenti, che se ancora oggi non lo sono, per qualche responsabilità del Ministero dell’Interno.

Se saranno i Comuni a dover certificare l’identità, potranno farlo contestualmente con l’accertamento della residenza, che però in alcuni Comuni, per quanto sia una legge nazionale a regolarla, è molto difficile da ottenere. Faccio un esempio, a Verona se il Sindaco vorrà censire i rom residenti sarà sufficiente l’iscrizione anagrafica.

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