ancora azioni violente
Ho appena letto su Repubblica la vicenda di Emmanuel Foster il giovane Ghanese che denuncia di essere stato picchiato dai vigili urbani di Parma. Se la vicenda sarà confermata, sarà l’ennesimo atto violento verso un cittadino straniero, da pochi mesi a questa parte. A rendere ancora più grave il tutto in questo caso è che il comportamento violento avviene da parte delle forza dell’ordine, cioè da parte di quegli organi che dovrebbero tutelare i cittadini.
Io però non voglio parlare del Comune di Parma, per quanto sia già la seconda volta che questa amministrazione comunale rimane coinvolta in episodi del genere, né di ognuno dei singoli episodi che sono accaduti in questi mesi, ma del clima sociale che si sta affermando. Per questo prendo spunto da un interrogativo, che Stefano Rodotà non più tardi di una settimana fa ha posto su Repubblica, quando si chiedeva cosa stiamo facendo per combattere i razzisti e per evitare che questi si sentano i veri rappresentanti di questo tempo.
Questo infatti ritengo sia il vero rischio, cioè che i comportamenti violenti qualcuno inizi a considerarli socialmente accettabili.
Questo non può e non deve essere.
E tantomeno deve essere considerato un effetto collaterale del dibattito sulla sicurezza. La sicurezza è un valore importante a cui hanno diritto tutti i cittadini. Di fronte a fatti violenti siamo assolutamente nel campo della violenza, che è dalla parte opposta della sicurezza.
