Pompeo Giannini fiorentino
Stamani in Sala incontri abbiamo presentato “Mezza Luna” il nuovo libro di Poesie di Pompeo Giannini accompagnati dal giornalista Gianni Caverni, da Nicola Paulesu, coordinatore della Fenice, e dall’attore Alessio Ferruzzi. Pompeo ci ha letto una poesia inedita:
FIRENZE
Mia cara Firenze
Ti voglio ringraziare
Ti amo con i tuoi pregi
E con i tuoi difetti.
Sotto uno dei tuoi ponti
Mi sono alloggiato
E infondo nemmeno
L’affitto ti ho pagato.
Però lo ripulivo
Dalle siringhe un po’ infettate
Con le foglie dell’albero
Le ho spazzate
I miei ospiti erano
Le zanzare, le formichine,
qualche topolino
non ci facevo caso
perché ero pieno di vino.
A volte ospitavo
qualche alcolizzato
a volte anche un po’ drogati
anche loro dalla vita
ormai fottuti.
Dal ponte a San Pierino
Tanto l’accesso è per tutti
Non c’è bisogno
di marcare il cartellino.
Abusivamente di quel ponte
mi sono appropriato
a volte l’ho pure ringraziato
mi riparava dalla pioggia
anche se avrei preferito
prendere il sole
su una splendida spiaggia
ma non badiamo a queste sciocchezze.
Il mio pane erano mille tristezze
Ma nonostante tutto
Mi facevi sognare
Una Firenze pulita.
Sognavo di cambiare la mia vita
Intanto respiravo
E sentivo il rumore
Di un fiume morto.
Non avrei più creduto
Che un giorno sarei risorto.
Scrivevo la disperazione dei miei vuoti,
l’impotenza di
non raggiungere mai più
l’io perduto
anche perché l’alcool
me l’ha fottuto.
Perso nel nulla
non avevo più fondo,
vomitavo soltanto lo schifo
che provavo nel mio profondo
senza più senso ne’ valore
senza neanche un po’ d’amore.
Firenze, oppure Foggia o Roseto
Non ha comunque importanza
Per ciò che mi è capitato
Ma a Firenze sono rinato
Dentro di me ora sono vivo
Grazie a te Firenze
Ho ritrovato il mio io
E sarai sempre nel mio cuore
Come il ricordo
Più bello d’amore.
