il mese di Ramadan
Questo è il periodo dell’anno più importante per la comunità musulmana. E’ in corso infatti il Ramadan, che si concluderà, a seconda della fase lunare il 30 settembre o il 1 ottobre.
Cittalia: incontro su marginalità sociali
Ieri sono stata ad un incontro dal titolo “Le marginalità sociali. Un problema collettivo alla ricerca di nuove risposte. Spunti e contributi per la riflessione“.
E’ stato bello iniziare un percorso di analisi per vedere in maniera comparata su diversi territori e con diverse sensibilità tecniche come affrontare il tema tanto spinoso delle marginalità estreme. Fra i presenti vorrei segnalare, oltre al Sindaco di Firenze Leonardo Domenici, anche gli assessori di Torino, Marco Borgione, e di Reggio Calabria Clotilde Minasi. Io ho portato l’esperienza di Firenze sia sotto il profilo qualitativo, che quantitativo. Nella analisi concordavo con i miei colleghi che la persona senza fissa dimora è solo l’aspetto più evidente della crisi della nostra società. Il problema del nostro sistema sociale è riattivare le relazioni fra le persone e farle sentire parte utile della società. Se non riusciamo in questo gestiremo sempre più emergenze, cureremo sempre più i sintomi, invece che prendersi cura delle persone. Durante l’incontro ho consegnato due pubblicazioni che allego anche a questo post: i dati delle accoglienze relative all’anno 2007 del Comune di Firenze e la ricerca Vicini Amici
Interessante è stato l’intervento del Professor Ernesto Savona che ha riferito come i dati europei sulla sicurezza delle nostre città siano stabili se non in regresso, mentre invece il senso di insicurezza sia aumentato. Con l’inevitabile conseguenza, purtroppo, di una diminuzione di diritti in quei cittadini che incutono paura. Ci ha parlato di una ricerca, che sta conducendo su alcuni municipi di Napoli, che studia come si interconnettono, attraendosi ed escludendosi, i temi della insicurezza, il disordine urbano e la partecipazione (collective efficacy). La conclusione sintetica e chiara è stata che sono 4 gli assi portanti su cui lavorare (4 S) per dare effettivamente realtà alla sicurezza: sociale, sanitario, scolastico e sicurezza.
Il Professor Giovanni B. Sgritta ha lanciato alcuni paradossi dicendo che si è avuta la dissoluzione dell’oggetto (povertà). La dissoluzione si è avuta non perchè non esiste più il problema, ma poiché esso è oramai multidimensionale e complesso. I bisogni di chi è marginale non sono mai semplici e momo dimensionali. Un esito di tale analisi potrebbe essere tornare a politiche unversalistiche dopo un periodo in cui invece si sono realizzate politiche settoriali e specifiche.
le impronte e le dichiarazioni della Bonino
Venerdì scorso ho aderito alla campagna dell’Arci “prendetevi le mie impronte”. Nel video il momento in cui ho consegnato le impronte.
Colgo l’occasione anche per dire che sono rimasta un po’ stupefatta delle parole che Emma Bonino ha pronunciato sempre venerdì al meeting di San Rossore, riguardo all’intolleranza di Firenze nei confronti dei cittadini di etnia Il Sindaco Domenici ha già risposto evidenziando la superficialità di questo intervento.
Io stimo la Bonino, però su questa vicenda ha mostrato una sorprendente superficialità.
Questi in breve sono i fatti.
A Firenze nel luglio 2004 c’erano 4 campi rom: Poderaccio, Masini, Olmatellino e Olmatello. Dove vivevano in condizioni decisamente precarie circa 700 persone.
Oggi rimane un solo campo l’Olmatello, gli altri tre sono stati smantellati, la persone che vivevano nei campi Masini e Poderaccio ora vivono in 2 villaggi con casette in legno. Le persone che vivevano all’Olmatellino attraverso il progetto regionale sono state distribuite su più comuni di diverse provincie della Toscana.
Questi sono i risultati, che ovviamente non dipendono solo da me, ma da una politica di accoglienza che il Comune di Firenze porta avanti da anni.
Risultati che, mi pare evidente, la Bonino non conosce
Don Milani “L’obbedienza non è più una virtù”: domani sera ore 21,30
Ricordo che domani alle ore 21,30 nella Chiesa Santo Stefano a Ponte vecchio ci sarà uno spettacolo del laboratorio teatrale Amaltea per la regia di Dimitri Frosali con: Paolo Ciotti, Samuel Osman, Antonio Timpano
“Affrontare uno spettacolo su una figura così sfaccettata e complessa come quella di Don Milani non è cosa semplice. Se fare una documentazione sulla sua vita era teatralmente poco interessante, scrivere una drammaturgia originale era sicuramente rischioso. E poi diciamolo, non mi sentivo all’altezza. Su alcune cose ero troppo coinvolto, per altre troppo distante dalla sua “regola di vita”. E allora potevo solo presentarlo attraverso le sue stesse parole. Tutti pensano di conoscerlo solo perchè ne hanno sentito parlare o perchè hanno visto film e documentari. Ma la forza delle sue parole, e l’originalità del suo pensiero, la “sgradevolezza” di alcuni suoi comportamenti ne fanno una persona scomoda. A prescindere. Si può non essere del tutto d’accordo con lui, ma non possiamo liquidarlo semplicemente. Ho cercato così di dare una forma, un ritmo da oratorio civile ad alcune pagine tratte da Esperienze pastorali, L’Obbedienza non è più una virtù e Lettera ad una professoressa”.
“Perchè è solo la lingua che fa uguali”. DIMITRI FROSALI
Uno, nessuno, centomila
Video preso da democratica tv su iniziativa fatta a Roma contro la rilevazione delle impronte ai bimbi rom
Indentità: Uno, nessuno, centomila
Ritengo inaccettabile l’idea che in Italia ci sia un registro etnico, come sarebbe quello, voluto dal Ministro dell’Interno Maroni.
Se si ritiene prioritario per la sicurezza del nostro Paese che ci sia un registro delle identità corredato del dato dell’impronta digitale. Questo si può fare senza scandalo. Basta dire che:
- è obbligatorio il certificato di identità per tutti i cittadini, e che questo deve avere anche la rilevazione dell’impronta digitale
Tecnicamente, non so a che età è affidabile l’impronta digitale, mi spiego meglio, non so se ai bimbi appena nati ha senso prenderla o se è meglio aspettare l’anno di vita.
Inaccettabile è che si voglia fare solo per alcune persone solo perchè hanno una determinata orgine etnica.
Faccio presente che attualmente per il rilascio del permesso di soggiorno avviene già la fotosegnalazione e la rilevazione dell’impronta digitale, lo stesso avviene (anche se con un software diverso) per il rilascio della carta d’identità elettronica. Basta rendere efficienti questi due procedimenti, che se ancora oggi non lo sono, per qualche responsabilità del Ministero dell’Interno.
Se saranno i Comuni a dover certificare l’identità, potranno farlo contestualmente con l’accertamento della residenza, che però in alcuni Comuni, per quanto sia una legge nazionale a regolarla, è molto difficile da ottenere. Faccio un esempio, a Verona se il Sindaco vorrà censire i rom residenti sarà sufficiente l’iscrizione anagrafica.
Immigrazione: sanatoria si, sanatoria no
Due Ministri, Sacconi e Carfagna, si sono trovati d’accordo per presentare una proposta di sanatoria per badanti, ma i Ministri della Lega insorgono.
Sembra che la proposta, che doveva confluire nel pacchetto sicurezza, preveda per le persone che hanno presentato domanda in base all’ultimo “decreto Flussi”, prima del 31 maggio 2008, la possibilità di trasmettere, entro il 30 settembre 2008, la documentazione attestante l’assistenza ad una persona ultra settantenne, o l’assistenza a persone con gravi patologie o con handicap, che limiti l’autosufficienza e con il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Un adempimento che portebbe al rilascio del permesso di soggiorno.
La proposta pare definita, però sta trovando l’opposizione della Lega.
Giornata Mondiale del Rifugiato: 20 Giugno
Il rifugiato è una persona in pericolo, costretta a fuggire dal proprio Paese per un fondato timore di persecuzione a causa della sua razza, religione, nazionalità, per il gruppo sociale al quale appartiene, per le sue opinioni politiche, secondo la definizione contenuta nella Convenzione di Ginevra del 1951
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebra domani 20 giugno, dedicata quest’anno, nel 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, al tema della protezione, Prefettura, Comuni di Firenze e Borgo San Lorenzo, Caritas e Arci hanno fatto oggi il punto sugli interventi a favore dei rifugiati e richiedenti asilo realizzati in provincia di Firenze attraverso le esperienze di Villa Pieragnoli e del Villaggio La Brocchi. Un sistema capace di offrire accoglienza e integrazione che funziona bene da alcuni anni ma che necessita di un supplemento di impegno perché sono tanti coloro che richiedono asilo in Italia. Nel 2007 sono state presentate su tutto il territorio nazionale 14.300 domande di asilo: all’11% è stato riconosciuto lo status di rifugiato, mentre al 45% è stato concesso un permesso di soggiorno di tre anni in attesa di fare chiarezza sulla posizione dei richiedenti. A Firenze sono in attesa di riconoscimento 84 persone.
“Lo spirito dell’incontro di oggi è quello di richiamare l’attenzione sulla condizione di migliaia di esseri costretti a lasciare le loro terre, case e abitudini per mettersi al riparo da guerre e persecuzioni – ha detto il prefetto Andrea De Martino – Dare loro accoglienza è uno dei nostri obiettivi previsto dalla Costituzione che all’articolo 10 riconosce il diritto di asilo. Forte è l’impegno nella nostra provincia su questo fronte. I comuni di Firenze e Borgo San Lorenzo da anni hanno attivato servizi di protezione umanitaria e di assistenza per questi stranieri più vulnerabili”.
I due enti aderiscono infatti al Piano Nazionale Asilo che il Ministero dell’Interno ha promosso nel 2001, in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e l’ANCI, con l’obiettivo di creare una rete nazionale di servizi in grado di accogliere e sostenere i cittadini stranieri richiedenti asilo.
“E’ importante garantire a questa fascia di immigrazione particolare – ha sottolineato l’assessore all’accoglienza e integrazione Lucia De Siervo – una tutela che, anche se garantita dalla nostra Costituzione, manca ancora di una normativa nazionale. I numeri che presentiamo stamani sono importanti. Nel nostro territorio abbiamo l’esperienza di Villa Pieragnoli che dal 2001 al 2007 ha accolto 335 rifugiati, per la maggior parte somali, il 40%, e a seguire del Kossovo, il 16%, e dell’Albania, il 10%”. L’assessore De Siervo ha poi ricordato che è stato pubblicato il vademecum “Immigrazione” che contiene le informazioni, le norme fondamentali e le procedure che devono conoscere gli immigrati una volta arrivati nel nostro Paese.
Il progetto di “Villa Pieragnoli”, promosso dal comune di Firenze e gestito dalla Caritas e dall’associazione “Accoglienza Toscana”, ospita attualmente 55 rifugiati e offre vitto, alloggio, vestiario, assistenza sanitaria, inserimento scolastico per i minori, formazione e riqualificazione professionale, orientamento al lavoro, informazione nel disbrigo di pratiche burocratiche, corsi di lingua italiana, sostegno nella ricerca di alloggio, consulenza legale. Servizi analoghi sono offerti dal Villaggio La Brocchi di Borgo San Lorenzo che dall’inizio dell’attività ha ospitato 118 persone, di cui 57 minori.
“Un presidio di legalità e di cultura – ha spiegato l’assessore del Comune mugellano Silvia Giovannini – che vuole aiutare le persone a ricrearsi una vita”

