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le impronte e le dichiarazioni della Bonino

Venerdì scorso ho aderito alla campagna dell’Arci “prendetevi le mie impronte”. Nel video il momento in cui ho consegnato le impronte.

Colgo l’occasione anche per dire che sono rimasta un po’ stupefatta delle parole che Emma Bonino ha pronunciato sempre venerdì al meeting di San Rossore, riguardo all’intolleranza di Firenze nei confronti dei cittadini di etnia Il Sindaco Domenici ha già risposto evidenziando la superficialità di questo intervento.
Io stimo la Bonino, però su questa vicenda ha mostrato una sorprendente superficialità.
Questi in breve sono i fatti.
A Firenze nel luglio 2004 c’erano 4 campi rom: Poderaccio, Masini, Olmatellino e Olmatello. Dove vivevano in condizioni decisamente precarie circa 700 persone.
Oggi rimane un solo campo l’Olmatello, gli altri tre sono stati smantellati, la persone che vivevano nei campi Masini e Poderaccio ora vivono in 2 villaggi con casette in legno. Le persone che vivevano all’Olmatellino attraverso il progetto regionale sono state distribuite su più comuni di diverse provincie della Toscana.
Questi sono i risultati, che ovviamente non dipendono solo da me, ma da una politica di accoglienza che il Comune di Firenze porta avanti da anni.
Risultati che, mi pare evidente, la Bonino non conosce


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Uno, nessuno, centomila

O tutti, o nessuno.

Video preso da democratica tv su iniziativa fatta a Roma contro la rilevazione delle impronte ai bimbi rom


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Indentità: Uno, nessuno, centomila

Ritengo inaccettabile l’idea che in Italia ci sia un registro etnico, come sarebbe quello, voluto dal Ministro dell’Interno Maroni.

Se si ritiene prioritario per la sicurezza del nostro Paese che ci sia un registro delle identità corredato del dato dell’impronta digitale. Questo si può fare senza scandalo. Basta dire che:

  • è obbligatorio il certificato di identità per tutti i cittadini, e che questo deve avere anche la rilevazione dell’impronta digitale

Tecnicamente, non so a che età è affidabile l’impronta digitale, mi spiego meglio, non so se ai bimbi appena nati ha senso prenderla o se è meglio aspettare l’anno di vita.

Inaccettabile è che si voglia fare solo per alcune persone solo perchè hanno una determinata orgine etnica.

Faccio presente che attualmente per il rilascio del permesso di soggiorno avviene già la fotosegnalazione e la rilevazione dell’impronta digitale, lo stesso avviene (anche se con un software diverso) per il rilascio della carta d’identità elettronica. Basta rendere efficienti questi due procedimenti, che se ancora oggi non lo sono, per qualche responsabilità del Ministero dell’Interno.

Se saranno i Comuni a dover certificare l’identità, potranno farlo contestualmente con l’accertamento della residenza, che però in alcuni Comuni, per quanto sia una legge nazionale a regolarla, è molto difficile da ottenere. Faccio un esempio, a Verona se il Sindaco vorrà censire i rom residenti sarà sufficiente l’iscrizione anagrafica.


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Rom: persone cui riconoscere diritti e far rispettare doveri

Il mio contributo alle tante discussioni di questi giorni sulla questione rom viene dal progetto che stiamo facendo sulla Costituzione e dall’articolo 3 scelto da Silvana e letto sia in italiano che in romanè. Riconoscimento dei diritti e fermezza nel rispetto dei doveri.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


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Partito democratico: Walter, il sogno e la realtà

ieri sono stata a seguire la lezione di Veltroni sul significato della Politica.

E’ stato bello. Sentire parlare di etica politica, di impegno sociale, ricordare persone significative ed importanti che hanno fatto cambiare la Storia.

Il Sogno: Il tempo è volato. Molti discorsi che ho ascoltato mi hanno fatto venire la pelle d’oca. Per fortuna abbiamo avuto in Italia e nel Mondo persone che hanno tentato di realizzare il noi più che l’io. Ho ascoltato il discorso di Martin Luther King I have a dream ed il discorso di Bob Kennedy sulla preoccupazione della violenza: sono stati profetici e significativi. E’ stato importante ribadire l’importanza della Politica come servizio ai cittadini, ribadire l’importanza del contatto diretto con le persone e con i loro bisogni, ma anche l’avere un sogno, un ideale.

La Realtà: Stamani ho aperto il giornale ed ho visto che sono stata definita “cialtrona ed incompetente” da parte di un Sindaco della Piana. Rispetto ad un problema sociale, un accampamento di rom rumeni sul suo territorio non ho avuto atteggiamento Ponzio Pilatesco, ma ho detto che le Politiche sociali vanno realizzate di Area vasta.

Si tratta di questo, un gruppo di persone “l’assemblea degli autoconvocati”, mi ha scritto una lettera mettendomi a conoscenza di una vicenda che riguarda l’accompamento di un gruppo di cittadini, che vivonoin una situazione drammatica. Poichè quando ho ricevuto “l’assemblea degli autoconvocati”, mi è stato detto che parte di questo accampamento si trovava nel territorio di Firenze, sono andata a vedere la situazione, per controllare il bisogno sociale, non per controllare i confini.

Una volta effettuato il sopralluogo, ho constatato che l’accampamento si trovava nel territorio di Sesto Fiorentino. Potevo chiudere la questione lì, oppure essere coerente con quello che sostengo da sempre, che molte politiche, fra cui quelle sociali, sono più efficaci, se le affrontiamo tutti insieme a tutti i livelli (Comuni, Provincia, Regione). Per questo per prima cosa ho scritto una lettera al Sindaco di Sesto Fiorentino, alla Provincia di Firenze e alla Regione Toscana. Dove ho ribadito l’esigenza di affrontare i problemi insieme, per non lasciare solo il Comune dove il bisogno, spesso per caso, emerge. Quindi ho dato la mia disponibilità a mettere a disposizione di Sesto, quello che la Regione Toscana ha messo a disposizione dei comuni capoluogo per le unità territoriali di accoglienza.

Io e questo Sindaco eravamo entrambi presenti a sentire Veltroni…
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[tags]Walter veltroni, Politica, Bob Kennedy [/tags]


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2 anni per smantellare il campo dell’Olmatello

Il campo dell’Olmatello verrà smantellato entro due anni. La Regione stanzierà per quest’anno un milione e mezzo di euro, destinato ai comuni che ospitano i campi rom, per proseguire nei progetti e nei percorsi di accoglienza. Dopo l’abbattimento del Poderaccio e del Masini, il campo all’Olmatello, che ospita 169 persone, è l’ultimo presente nel Comune di Firenze. Presto verrà organizzato al più presto un tavolo tecnico in Comune con il coinvolgimento dei vari assessorati, per la gestione del passaggio dai campi ai nuovi villaggi. Ricordo che nel luglio 2004 venne smantellato il campo nomadi del Poderaccio e fra le persone che ci abitavano, 249 furono trasferite nel nuovo villaggio del Poderaccio basso. Lo scorso 23 novembre poi, fra le persone che abitavano nel campo Masini 157 furono trasferite al villaggio del Poderaccio alto.


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2005 – Repubblica

Oggi Repubblica, ed. Firenze, ha raccontato l’anno di Firenze  attraverso 12 immagini. Una per mese, per il mese di novembre, Repubblica ha scelto lo smantellamento del campo Masini


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Campi nomadi: smantellato il Masini, 30 famiglie trasferite nelle nuove case al poderaccio alto

Oggi è stato smantellato il campo nomadi abusivo Masini, e i trenta nuclei familiari che abitavano in baracche fatiscenti, circa 160 persone fra adulti e bambini, sono stati trasferiti nelle nuove case in legno lamellare al Poderaccio alto.
Alle operazioni di trasferimento e alla demolizione del campo Masini, che ho coordinato insieme al presidente del Quartiere 4 Giuseppe d’Eugenio, hanno partecipato tecnici e dirigenti del Comune di Firenze, della protezione civile, della Polizia Municipale, del Quadrifoglio e delle forze dell’ordine.
La scelta politica dell’amministrazione comunale è quella di superare i campi e di offrire, a coloro che ne hanno il diritto, un’accoglienza dignitosa. In tal senso la giornata di oggi, il trasferimento delle persone dal Masini in abitazioni confortevoli, testimonia l’importanza dell’integrazione dei rom nel tessuto della nostra comunità.
“Le famiglie che verranno trasferite – ha spiegato D’Eugenio – sono state sempre seguite da anni nel nostro quartiere. Abbiamo continuato, e continueremo, con interventi di tipo sociale: dall’educazione alla salute e all’istruzione all’inserimento sociale e lavorativo dei giovani e adulti”.
Nel dettaglio il Poderaccio alto ospita 30 nuclei familiari, per un totale di 160 persone che corrispondono ai requisiti previsti da una delibera della Giunta del 2002. Sei uomini singoli, lavoratori arrivati dopo le assegnazioni, troveranno una sistemazione al Centro di via del Porcellana, mentre altri cinque nuclei familiari verranno inseriti nel progetto regionale rom, con il quale si prevede una sistemazione in altri comuni della Toscana e che saranno supportati da associazioni di volontariato.
Le 160 persone abiteranno in casette di legno lamellare, resistenti al fuoco, da un minimo di 45 a un massimo di 75 metri quadrati. Oltre agli alloggi sono state effettuate opere di bonifica e di urbanizzazione, e sono già stati attivate le forniture di acqua e luce.
Prima di arrivare allo smantellamento del Masini sono state organizzate nei mesi scorsi varie riunioni con i rappresentanti del campo rom e con le associazioni di volontariato. Inoltre, a fine settembre ho partecipato, assieme al presidente del Quartiere 4 Giuseppe D’Eugenio, ad una seduta della seconda commissione consiliare, dove oltre ai consiglieri comunali hanno partecipato come uditori alcune associazioni che seguono il popolo rom: tale riunione è servita ad illustrare il progetto complessivo.
La nuova sistemazione al Poderaccio alto è la conclusione del progetto che aveva preso il via con il trasferimento al Poderaccio basso,di 49 nuclei familiari che abitavano al vecchio campo nomadi del Poderaccio. E con questo ultimo trasloco di stamani si va a concludere l’intera sistemazione dei rom che abitavano da anni in campi nomadi abusivi.
Grande soddisfazione espressa anche dal Sindaco: “La giornata di oggi è di grande soddisfazione per l’amministrazione comunale fiorentina. Il trasferimento delle famiglie al nuovo Poderaccio, che conclude un percorso iniziato lo scorso anno, dimostra che a Firenze si è lavorato per coniugare solidarietà e sicurezza, e per superare i campi. Abbiamo lavorato per offrire una soluzione dignitosa a tutti, anche a coloro che, non avendone i requisiti, non erano rientrati nel programma di trasferimento. Voglio ringraziare tutti coloro che si sono impegnanti per arrivare a questo successo: l’assessore De Siervo, il presidente d’Eugenio, la polizia municipale, le forze dell’ordine, la protezione civile, i tecnici del Comune e di Quadrifoglio e, non ultime, le associazioni che hanno supportato questo percorso. Spiace constatare, nella valutazione di questa giornata, che ancora una volta da parte dell’opposizione di sinistra si dimostri una forma di straordinaria insipienza politica. Oggi è difficile pensare che sia possibile condividere un’esperienza di governo insieme a quest’area.”


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