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Polemiche pretestuose sul campo Masini

L’amministrazione comunale sta facendo molto per migliorare le condizioni di vita della popolazione Rom, e in questo specifico delle persone presenti attualmente al campo Masini. Il progetto complessivo del secondo villaggio, che è nato nel luogo ove sorgeva il vecchio campo Poderaccio, è chiaro. I 30 moduli abitativi sono già stati assegnati, negli scorsi mesi, in base a requisiti previsti da una delibera di Giunta del 2002.Per quello che riguarda la chiarezza di relazione con le persone che abitano presso il campo Masini, segnalo che sono avvenuti dei colloqui con tutte le persone presenti nell’area, durante i quali, con l’aiuto di mediatori culturali, è stato spiegato il progetto e la modalità del trasferimento. Inoltre il progetto è stato presentato in sede di tavolo Rom lo scorso luglio dove erano presenti tutte le associazioni ed i rappresentanti del campo stesso. L’Amministrazione dunque si è confrontata con le persone presenti al campo Rom e con i loro rappresentanti. Sono state numerose le riunioni in quest’ultimo periodo e sembra veramente bizzarro sostenere ora che l’amministrazione taccia su questo progetto. Faccio presente che a fine settembre ho partecipato insieme al Presidente del Quartiere 4, Giuseppe D’Eugenio, ad una seduta della seconda commissione consiliare, dove oltre ai consiglieri comunali hanno partecipato come uditori alcune associazioni che seguono il popolo Rom: tale riunione è servita per illustrare il progetto complessivo. “Qualora occorrano maggiori chiarimenti l’amministrazione è ovviamente disponibile ad ulteriori incontri, che si aggiungono ai molti già avvenuti.


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Consegnati questo pomeriggio trenta moduli abitativi in località Poderaccio

Assegnati questo pomeriggio trenta moduli abitativi in località Poderaccio, che sono destinati ad accogliere i nuclei familiari Rom che attualmente si trovano nell’area Masini. La delibera va a completare il secondo lotto del progetto “Sistemazione aree in località Poderaccio per la realizzazione di residenze per l’etnia Rom”. Dopo che sarà avvenuto il trasferimento delle famiglie nella nuova area, il Comune procederà allo smantellamento dell’area Masini. Nella prima tranche del progetto di sistemazione delle aree del Poderaccio è stata realizzata una nuova area attrezzata (1° lotto – Poderaccio Basso), nella quale sono stati costruiti 50 moduli abitativi. In un secondo momento è stata prevista la demolizione di tutte le strutture presenti nel campo Poderaccio (2° lotto – Poderaccio Alto), e la collocazione nella stessa area di 30 strutture abitative di tipo provvisorio, nelle quali trasferire i nuclei familiari dell’area Masini.


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Atti vandalici al cantiere del Poderaccio: episodi non più tollerabili

Nel cantiere dove sorgerà il nuovo villaggio Masini, in via del Poderaccio, nella notte tra lunedì e martedì scorsi, si sono verificati atti vandalici e dei furti. Sono state danneggiate le pareti di un modulo abitativo. Mentre martedì pomeriggio la ditta che sta lavorando alla costruzione del villaggio ha subito un furto, che ha comportato il rallentamento dei lavori. E’ il terzo atto vandalico che il cantiere subisce dall’inizio dei lavori. Insieme al Presidente del Quartiere 4, Giuseppe D’Eugenio ho rilasciato la seguente dichiarazione “Siamo addolorati e dispiaciuti, e per questo non tolleriamo più episodi come quelli che sono accaduti nella notte fra lunedì e martedì al cantiere di via del Poderaccio, colpito da un atto vandalico. L’amministrazione comunale sta facendo il massimo per migliorare le condizioni di vita delle persone presenti attualmente al campo Masini. Il rammarico è duplice: da un lato gli atti vandalici comportano un ritardo per il termine dei lavori, dall’altro un aumento dei costi.


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XI meeting internazionale antirazzista, convegno sull’inserimento sociale dei Rom

“L’inserimento sociale e lavorativo dei rom” è stato il primo dei tre incontri sul Progetto Regionale Rom organizzati nell’ambito del Meeting Antirazzista di Cecina. I temi affrontati sono stati molteplici. Al termine dei lavori è emerso, tuttavia, un obiettivo comune che i progetti regionali cercano di raggiungere: il totale superamento dei campi rom. L’inserimento dei rom con l’accompagnamento di un’associazione, che li segua in tutti i passaggi con l’ausilio di esperti, è la scelta vincente. L’incontro di oggi ha evidenziato l’importanza di una collaborazione totale tra tutte le realtà locali che devono essere coinvolte nelle varie fasi del progetto attuativo di inserimento. Questo progetto rappresenta una scommessa di territorio solidale. Vincenzo Striano, Presidente Arci Toscana, ha espresso un giudizio fortemente positivo su questo primo incontro e ha concluso affermando che “l’Arci è favorevole al superamento dei campi. Il tentativo è andare verso una politica di buona organizzazione del territorio al fine di combattere tutte le situazioni di marginalità”. Alla tavola rotonda di ieri pomeriggio erano presenti: Valter Paradisi, assessore del Comune di Rosignano Marittimo, Antonio Sconosciuto, della Asl di Pisa, Zoran Lapov dell’Università di Firenze, Demir Mustafa di Amalipe Romanò Nicola Solimano della Fondazione Michelucci, Roberto Ermanni dell’Arci Toscana, Stefano Kovac dell’Arci Toscana e Luca Pacini dell’Anci.


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Giornata internazionale del popolo Rom, un incontro pubblico a palazzo vecchio per non dimenticare l’olocausto di questo popolo

Una giornata per non dimenticare l’olocausto del popolo Rom avvenuto 60 anni fa. Firenze la celebra il 26 alle 17 con un incontro pubblico nel salone dei Duecento insieme, al presidente dell’associazione Amalipè Romanò Adem Bejzak e ad altri rappresentanti del mondo dell’associazionismo, oltre ai presidenti dei quartieri 4 e 5,D’Eugenio e Collesei e al presidente del consiglio comunale. I festeggiamenti proseguiranno anche mercoledì 4 maggio alle 18 presso il Circolo Arci dell’Isolotto con un dibattito su “Un popolo in viaggio: tradizioni e sincretismi”. La serata è dedicata invece alla degustazione di piatti tipici a partire dalle 20 e alle 21,30, sempre al circolo di via Maccari ci sarà un concerto con balli e canti tradizionali. Domenica 8 maggio alle 17 viene organizzata una visita-incontro al campo Rom. La giornata internazionale del popolo rom è l’8 aprile (Quest’anno i festeggiamenti sono stati posticipati per la morte del Papa). E’ in questa giorno che i Rom sparsi in tutto il mondo festeggiano la nascita e il riconoscimento di un popolo internazionale, non legato ad una patria o nazione, con caratteristiche e diversità appartenenti ad un unico seppur variegato mosaico etno-linguistico, di tradizioni, usanze e costumi popolari, un popolo che si riconosce in un’unica bandiera a due colori, il blu e il verde, con una ruota in mezzo (che rappresenta simbolicamente il viaggio dall’India verso l’occidente) e un inno -”Gelem,gelem”- che significa “Ho camminato, ho camminato, ho incontrato buoni amici…” L’otto aprile nasce nel 1971 durante una conferenza mondiale a Londra che vide coinvolti diversi Rom provenienti dal mondo intero. Come primo presidente della “Romani Union” (ong internazionale Rom nata in quella occasione) viene scelto l’ingegnere Slobodan Berbesky ben conosciuto dai Rom di vari ambienti, quello della politica, delle istituzioni universitarie, da intellettuali, poeti, scrittori, che hanno guidato la politica verso il riconoscimento del popolo Rom. Quest’anno la giornata internazionale del popolo Rom è anche una Giornata della Memoria perché cade nel 60° anniversario dell’ Olocausto; traumi, paure, annientamenti, distruzioni in massa eseguite dal regime nazista che ha attuato nei lager di Auschwitz, Birchenau e altri, tra cui anche quello di Jasenovac e Nuova Gradiska nella ex Jugoslavija. I Rom hanno una parola particolare per indicare lo sterminio nei campi di concentramento: la parola Porraimos che significa divoramento e indica il ricordo, colmo di dolore e paura, della persecuzione e dello sterminio che il Terzo Reich attuò nei confronti dei Rom. E’ l’equivalente dei termini molto più diffusi nell’uso comune, come Shoah o Olocausto.


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Tavolo Rom in Palazzo Vecchio

Un tavolo di confronto con la comunità Rom con le associazioni e il volontariato per discutere le linee generali da intraprendere nei prossimi mesi. Il primo incontro si era già tenuto nei giorni scorsi, con la partecipazione dei presidenti dei Quartieri 4 e 5.
All’appuntamento hanno partecipato anche l’Adm (associazione in difesa dei diritti delle minoranze), al Muretto delle Piagge, alla Madonnina del Grappa.
Tra le novità illustrate il nuovo insediamento a fine giugno al Poderaccio, con la costruzione di un villaggio, in cui saranno sistemate le famiglie che attualmente sono al Masini. Per quanto riguarda l’area dell’Olmatello, sono state discusse soluzioni che prevedono l’inserimento dei nuclei familiari nei bandi dell’Erp, e di conseguenza uno smantellamento che verrà attuato in tempi brevi.


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Smantellato il campo nomadi dell’Olmatellino: 68 persone trasferite in alloggi nelle province di Pisa e Livorno

Il campo nomadi dell’Olmatellino non esiste più. La politica ha vinto.. Con un’ordinanza dell’11 gennaio, l’Amministrazione comunale ha disposto il trasferimento dei nuclei Rom dimoranti all’Olmatellino negli alloggi individuati dall’associazione Progetto Telefono Azzurro Rosa nelle province di Livorno e Pisa e, una volta completate le operazioni di trasferimento dei nuclei familiari, la dismissione dell’area Olmatellino e, conseguentemente, lo smantellamento e la rimozione di tutti i manufatti presenti nella stessa. Il progetto avrà la durata di due anni e oltre a un alloggio i nuclei Rom avranno anche un adeguato supporto per l’inserimento nella nuova realtà. Le operazioni di trasferimento hanno avuto inizio martedì 11 e si sono protratte fino a venerdì 14. Complessivamente l’operazione ha interessato 68 persone, corrispondenti a 8 nuclei familiari allargati. Subito dopo hanno avuto inizio le operazioni di dismissione. In particolare, il Quadrifoglio nella mattinata di ieri ha effettuato la disinfezione dei locali (operazione preliminare necessaria per rimuovere dai manufatti le varie tipologie di rifiuti al fine di diversificarne lo smaltimento); nella giornata di oggi, dopo la rimozione dei rifiuti, si sta procedendo all’abbattimento delle baracche al fine di impedire qualsiasi eventuale occupazione. “Il Comune di Firenze, nel definire le politiche di accoglienza della popolazione Rom, ha confermato la scelta di un graduale superamento dei campi nomadi, da perseguire sia attraverso soluzioni abitative intermedie, come ad esempio la realizzazione villaggio Poderaccio Alto e Poderaccio Basso, sia attraverso lo strumento dei bandi Erp che con soluzioni di accompagnamento supportate da Associazioni. A tale scopo, sono state analizzate le situazioni dei nuclei presenti, definendo i criteri attraverso i quali individuare i nuclei familiari aventi diritto ad entrare nel villaggio (Poderaccio Basso e Poderaccio Alto); in particolare, il villaggio sarà in grado di accogliere dignitosamente 82 nuclei familiari corrispondenti a 444 persone, provenienti dagli insediamenti Poderaccio e Area Masini. Una certa percentuale di Rom resta esclusa dalle varie soluzioni attivate; fra questi, quelli allontanati dalle Draghe e dall’Area Masini, ai quali viene assicurata un’accoglienza di tipo straordinario avvalendosi della collaborazione di ARCI, Caritas e Madonnina del Grappa, e altri alloggiati presso l’Albergo Popolare. Per affrontare il problema dei nuclei Rom esclusi da questi percorsi, in occasione dell’incontro in data 21 marzo 2003 fra le delegazioni delle giunte comunale e regionale, il presidente della Regione Toscana, condividendo l’esigenza espressa dal sindaco di Firenze di inserire l’accoglienza straordinaria dei Rom in un progetto regionale, ha assunto precisi impegni con il Comune di Firenze, al fine di alleggerire l’alta concentrazione di Rom nel territorio fiorentino, attraverso un percorso che prevede la collocazione di tali nuclei nei Comuni di altre Province toscane. L’impegno assunto dal presidente Martini è stato formalizzato dalla giunta Regionale, il 4 agosto 2003. In data 4 marzo 2004, è stato sottoscritto dal vice presidente della Regione Toscana e dal vicesindaco di Firenze e dal Coordinatore Immigrazione ANCI Toscana un protocollo d’intesa che prevede l’attivazione di un progetto pilota per l’inserimento alloggiativo e socio lavorativo dei nuclei Rom attualmente accolti in forma straordinaria dal Comune di Firenze, anche al fine di alleggerire la concentrazione di famiglie rom sul territorio fiorentino. Nell’ambito delle azioni previste da questo protocollo, l’Ufficio IPAB e Progetto Rom della Direzione Sicurezza Sociale, coadiuvato dalla Cooperativa Madonnina del Grappa, si è attivato per individuare ulteriori soggetti del privato sociale disponibili a ricercare, sul territorio regionale, sistemazioni alloggiative idonee per le esigenze e le potenzialità dei singoli nuclei Rom dimoranti nell’area Olmatellino e destinatari del progetto regionale: l’Associazione Telefono Azzurro Rosa, ha manifestato la propria disponibilità ad aderire al progetto, e ha reperito un numero di alloggi in grado di accogliere tutti i nuclei dimoranti nell’Olmatellino. Pertanto, una volta verificata l’adeguatezza di questi alloggi mediante apposito sopralluogo, l’ufficio insieme ai responsabili dell’Associazione e della Cooperativa Madonnina del Grappa, ha presentato ai singoli capi famiglia, appositamente convocati, le nuove sistemazioni alloggiative e il percorso progettuale individuato dal protocollo di intesa: il progetto è stato accolto con entusiasmo da tutti i nuclei dell’Olmatellino. Un esempio che a fronte di un bisogno si sia lavorato per dare una risposta, ma questa risposta non è arrivata solo da Firenze. Le politiche della marginalità infatti devono essere affrontate non dalle singole città, ma in un’ottica di sistema.


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smantellamento olmatellino

Guarda l’intervento e la replica


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