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Come cambiare nome e/o cognome

Lo scorso giovedì  sono intervenuta in diretta al programma di radio2 il bello e la bestia. Il tema era quello dei nomi buffi e curiosi.
Qui, chi vuole può ascoltare il mio intervento. Colgo l’occasione per dire gli aspetti fondamentali della legge.
La normativa vigente è il dpr 396 del 2000.
In linea di massima ora vi è grande libertà nell’attribuire un nome ad un figlio. E’ vietato solo dare il nome del padre, o di fratelli e sorelle viventi, inoltre sono vietati nomi ridicoli o vergognosi.
Rispetto al passato non esiste più il divieto di dare nomi di luoghi (la ragione era che questo tipo di nome potesse indicare una provenienza e quindi far capire che si trattava di figli adottati).
Chi invece vuole modificare il proprio nome o cognome può farlo attraverso una richiesta al Prefetto della provincia del luogo di residenza o al Prefetto nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova registrato l’atto di nascita. Nel caso di nome o cognome ridicolo o vergognoso la domanda va presentata in carta semplice.
Nella domanda si deve indicare i cambiamenti che si vogliono apportare al nome o al cognome oppure il nome o il cognome che si intende assumere spiegando i motivi che ne caratterizzano la richiesta.
Per quanto riguarda il cognome c’è il divieto di chiedere l’attribuzione di un cognome di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l’appartenenza del richiedente a famiglie illustri o note.
Nel caso in cui la richiesta appaia meritevole di essere presa in considerazione, la persona che ha effettuato la richiesta viene autorizzata ad affiggere all’albo pretorio del comune di nascita e del comune di residenza attuale, un avviso contenente il sunto della domanda.
Una volta trascorsi i 30 giorni di affissione, chi ritiene di avere interesse a che non avvenga il cambio di nome o cognome, ha 30 giorni per presentare domanda di opposizione al Prefetto
Trascorso questo termine senza che sia stata fatta opposizione, il richiedente presenterà alla prefettura competente tutta la documentazione Il prefetto, accertata la regolare della procedura e vagliate le eventuali opposizioni, provvederà ad emanare il decreto.
Più complesso il percorso per cambiare il nome ai minori. In questo caso i genitori o chi esercita la patria potestà deve fare domanda in carta da bollo (€ 14,62) al Ministero dell’Interno, che dopo una procedura sostanzialmente analoga a quella descritta in precedente emanerà il decreto di cambiamento, ma solo in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata e pregnante documentazione e da solide e significative motivazioni.


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Nomi vietati e nomi buffi

Ecco il Podcast della puntata e le notizie sul cambiamento di nome/cognome.

Domattina alle 10 interverrò telefonicamente su radio2, al programma il bello e la bestia condotto da Asia Argento e Gianfranco Monti, per parlare di nomi e delle particolarità della legge anagrafica: quali siano i nomi che non si possono dare ai propri figli e soprattutto quando un nome o cognome proprio non si può portare, quale sia il procedimento per cambiarlo.

 


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Servizi on line: visure dei servizi demografici ed autocertificazione on line

Il Comune di Firenze si rende sempre più aperto e flessibile alle esigenze dei cittadini, che necessitano di servizi con tempi e modi nuovi, dimostrando di essere il nodo essenziale e di prossimità di qualsivoglia “rete amica” al servizio dei cittadini.

Nuovi servizi disponibili sulla rete civica del Comune di Firenze, da oggi, per i cittadini in possesso delle credenziali, essi sono: la visura dello stato civile, la visura di residenza, la visura di nascita, la visura di cittadinanza, la visura di posizione elettorale, la visura di stato di stato di famiglia, la visura contestuale per matrimonio e per i cittadini residenti extracomunitari la visura di permesso di soggiorno. Inoltre sarà possibile attraverso un servizio apposito compilare in automatico l’autocertificazione anagrafica e di stato civile.

E’ stata inviata la terza newsletter sui servizi on line.

Le informazioni sono dedotte dal sistema informativo e presentate sotto forma di documento digitale. I dati sono aggiornati in tempo reale rispetto a quelli prodotti dal pubblico ufficiale sotto forma di certificato tradizionale. La Visura non ha valore di certificato in quanto non reca la firma autografa o digitale del pubblico ufficiale, bensì, ha valore di riproduzione informatica ai sensi dell’art. 2.712 del codice civile.

Ridurre le code agli sportelli, aumentare il tempo libero a disposizione dei cittadini, riduzione dei costi della pubblica amministrazione, questi sono gli obiettivi che ci poniamo quando parliamo di innovazione tecnologica. Noi non siamo innamorati della tecnologia fine a sé stessa, ma pensiamo che sia giusto sviluppare quegli strumenti che vanno nella direzione degli obiettivi che ci siamo posti: nel 2007 l’Amministrazione ha rilasciato 92.000 certificati, e nei primi 5 mesi del 2008 già 36.500. Ridurre questi numeri è una priorità.

Pensiamo all’autocertificazione: la prima legge risale al 1968, ma nonostante questo non è mai decollata. Eppure nella maggior parte dei casi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (Comune, Provincia, Questura, Prefettura, Regione, ecc.) e con i servizi e con i gestori di servizi pubblici (Telecom, Enel, Quadrifoglio, ecc.) il cittadino ha il diritto ad autocertificare i propri dati anagrafici e di stato civile. Con questi servizi siamo convinti che l’utilizzo dell’autocertificazione possa ricevere un’importante sviluppo.

Attualmente i cittadini che possono utilizzare i nuovi servizi che si vanno ad aggiungere a tutti quelli già esistenti: iscrivere bambini alla scuola dell’infanzia primaria, iscrivere i bambini ai centri estivi organizzati dai quartieri con relativo pagamento del saldo, calcolare, pagare e visualizzare lo storico dei pagamenti dell’ICI (dal 9 giugno 58 persone hanno pagato l’ICI utilizzando il servizio di pagamento con carta di credito), pagare multe e contravvenzioni ed inoltre per gli studi dei professionisti che hanno ottenuto le credenziali è possibile comunicare on-line l’inizio e fine lavori edilizi, e effettuare la comunicazione di inizio attività rumorosa in deroga a normativa sull’inquinamento acustico). I cittadini apprezzano la scelta di usare il canale elettronico infatti, sono già 933 le persone che si sono recate agli urp per ottenere le credenziali di accesso, il trend è in costante aumento negli ultimi 20 giorni sono aumentati di 120 persone.

Si ricorda che le credenziali si possono ottenere presso gli urp dei quartieri (Piazza Santa Croce 1, Piazza della Libertà 12, Via Tagliamento 4, Via delle Torri 23, Via Carlo Bini 7) e presso l’ufficio di Piazza I° Maggio. Sono gratuite ed immediatamente utilizzabili.

Il prossimo servizio, che sarà attivo nei prossimi giorni, permetterà ai cittadini di richiedere online i certificati anagrafici e di stato civile evitando la necessità di recarsi presso i punti anagrafici del territorio. Il cittadino potrà scegliere a quale sportello recarsi per ritirare il certificato richiesto oppure richiedere il certificato ed effettuare anche il relativo pagamento degli eventuali oneri (imposta di bollo, spese di spedizione, diritti di segreteria) scegliendo poi se ritirarlo allo sportello indicato ovvero richiederne la spedizione direttamente a casa.


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